Golem: la creazione

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«Colui che si dedica al Sefer Yetzirah deve purificarsi indossando vesti bianche. Non è opportuno che lo faccia da solo ma è necessario che siano in due o in tre [...]. Deve prendere terra vergine da un luogo montagnoso ove nessuno abbia scavato; mescolerà la polvere con acqua corrente e farà un Golem. Comincerà poi a ruotare gli alfabeti delle duecento porte…»

(Eleazaro di Worms, Commento al Sefer Yetzirah)

 

L’idea di dar vita a una casa editrice, oggi e in Italia, può sembrare folle. E forse, a ben pensarci, lo è per davvero. Ma c’erano dei motivi per volerlo fare, motivi a nostro avviso validi e stringenti. Abbiamo quindi deciso di tentare, di incamminarci in un’opera che, malgrado le apparenze, è in effetti profondamente artigianale, quasi alchemica: un po’ perché il mestiere dell’editore è un mestiere strano, affascinante ma oscuro al tempo stesso, da imparare sul campo, poco per volta, passo dopo passo; un po’ perché ci sono argomenti che non possono essere affrontati in maniera asettica, senza rimanerne influenzati e, per così dire, mutati. E a noi quegli argomenti interessavano. Anzi, l’idea di Golem Libri nasce proprio da lì: dall’esigenza di concretizzare una passione che ci portavamo dietro da anni e che ritenevamo meritasse di essere aperta al pubblico, di essere comunicata e condivisa perché significativa per chiunque, almeno una volta nella vita, abbia provato il desiderio di capire, di comprendere meglio la natura dell’uomo e della realtà in cui è immerso. Per riuscirci, però (o almeno per provarci), è necessario indagare anche le zone d’ombra, gli angoli più nascosti e inesplorati, spingersi oltre i confini tracciati dalla scienza.

Così facendo si entra in campi diversi, meno definiti e stabili, nei quali il passo è per forza di cose incerto e la vista deve aguzzarsi per scrutare un orizzonte nebbioso e crepuscolare. Parapsicologia, ufologia, folklore e storia delle credenze sul soprannaturale… Sono queste le materie in cui ci si imbatte nel corso dell’esplorazione, percorrendo quel misterioso limbo che ci separa dall’ignoto. E che si tratti di questioni cruciali, di importanti tasselli del puzzle, è dimostrato dall’interesse manifestato (sempre, ma negli ultimi anni in particolar modo) dal grande pubblico. A questo interesse, però, bisogna rispondere con criterio e attenzione, perché il rischio di disinformare per correre dietro alle mode del momento è, in questo campo, più alto che in altri. In un settore in cui il sensazionalismo e la superficialità sono sempre dietro l’angolo, è imperativo cercare e offrire innanzitutto la qualità. Qualità nella scelta degli autori, qualità nei contenuti e – perché no? – qualità nel prodotto finale, nel libro inteso come oggetto da tenere in mano e da sfogliare. Questo è quello che speriamo di fare, consapevoli della difficoltà dell’impresa ma certi delle intenzioni che ci animano, e sapendo ovviamente che anche questo sarà un percorso, un processo graduale in cui, lo speriamo, riusciremo a crescere insieme.

Vi auguriamo e ci auguriamo buon viaggio, quindi.

A presto!

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